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Rc auto, agenti: possono collaborare. Occhio: le Assicurazioni si metteranno di traverso in Parlamento?

diEzio Notte

Se c’è una, dico una, norma giusta che ha introdotto il Governo Monti, ebbene questa è contenuta nel Decreto sviluppo bis. Salta infatti il divieto di collaborazione fra agenti. In termini semplici, se l’agente A non trova una Rca adatta a un cliente, lo dirotta all’agente B, che avrà una Rca adeguata. Questo a prescindere dal fatto che l’agente sia monomandatario (rappresenta una sola Assicurazione) o plurimandatario (più Assicurazioni).

Massima attenzione a me, prego: la collaborazione tra intermediari è ritenuta dagli stessi, ma anche dall’Antitrust, il vero motore della concorrenza. Dopo la Legge Bersani, che vietava i patti di esclusiva, le Compagnie erano riuscite a blindare le proprie reti con patti di fidelizzazione di dubbia legittimità. Ora il legislatore ha finalmente vietato questi patti, permettendo agli intermediari di collaborare “anche con utilizzo dei rispettivi mandati”. Tanto di cappello al Governo dei Tecnici, perché non è vero che qui si parla sempre e solo male di tutto e di tutti. Se c’è da fare un elogio, non ci si sottrae.

Ciascuna Compagnia sarà addirittura tenuta ad adottare una piattaforma informatica compatibile con quelle di tutte le altre, proprio per permettere l’effettiva emissione delle polizze a ogni intermediario che stipuli un accordo di collaborazione con il proprio collega. Con effetti positivi per le Rca, che caleranno.

Tutto questo non va giù alle Assicurazioni. Che sono aziende per macinare profitti, e non enti di beneficenza cui sta a cuore il ribasso delle tariffe Rca. E qui è il problema: lo dico io prima dei quotidiani, che sonnecchiano in attesa delle abboffate natalizie. La potentissima lobby delle Compagnie (più che legittima) potrebbe mettere lo zampino e riuscire a stravolgere la norma in sede di conversione in Parlamento. Sì, la lotta si sposta alla Camera e, a mio avviso, soprattutto al Senato: è qui che le Assicurazioni potrebbero sferrare il loro attacco per far cancellare una regola sacrosanta. E in Parlamento quali carte possono giocarsi gli automobilisti? Zero. Ecco il guaio.