Rca: fattura obbligatoria. Non mi piace
Dicono che la soluzione per far abbassare le tariffe Rca sia semplice: la fattura obbligatoria. Che significa? Oggi, vieni tamponato, vai dalla tua Assicurazione, ti dà i soldi, e dei quattrini fai quel che vuoi. Volendo, te li mangi in una notte con una escort. Ma, raccontano, c’è il pericolo truffe: un delinquente finge il tamponamento con tanto di falso tamponatore, testimoni e foto. Prende i soldi e se li mette in tasca. Così salgono i costi ai danni delle Assicurazioni, che si rifanno sugli automobilisti, che bestemmiano dovendo pagare tariffe Rca mai viste sul globo terracqueo. E allora, il meccanismo truffaldino viene castrato con l’obbligo di fattura: mi devi dimostrare che hai riparato la macchina. E magari esce pure il perito a vedere se adesso l’auto è riparata.
No, non mi piace la proposta di obbligo di fattura. Non mi sta bene. Io dei soldi ho diritto a fare quello che mi pare. Un mio diritto. Subisco il danno e ho diritto a intascarmi l’equivalente del danno.
Se Governo, Ania, Isvap, associazioni dei consumatori, maghi di Caserta e indovini non riescono a trovare una soluzione contro il caro Rca, a rimetterci non dev’essere l’automobilista.
Piuttosto, per stimolare appena appena la concorrenza, perché qualcuno non va a mettere il naso nei consigli d’amministrazione delle Assicurazioni? Certo, se l’80% del mercato Rca è in mano a una mezza dozzina di colossi assicurativi, la concorrenza non la stimoli neppure col pepe rosso.