Semafori-autovelox intelligenti, ora sono in regola. Ma questo è un Paese civile?
Il semaforo-autovelox intelligente funziona così. C’è un autovelox che capisce a quanto vai; se superi il limite di velocità, scatta il semaforo rosso, così sei costretto a rallentare. Se passi col rosso, multa di 150 euro e taglio di sei punti-patente. Un metodo che era fuorilegge, perché sino a fine luglio non previsto dal Codice della strada, ma utilizzato impunemente da decine di Comuni. Un apparecchio pericoloso, perché ti faceva inchiodare, col pericolo di essere tamponati. Se io infrango il Codice della strada, con un eccesso di velocità, comunque non è diritto del Comune quello di uccidermi.
Il ministero dei Trasporti ha più volte detto ai Comuni di spegnere quei semafori-autovelox intelligenti, che in realtà erano scemi e pure un bel po’ bastardi. I Comuni se ne fottevano, tenendoli accesi. Multe per le amministrazioni locali? Zero. Incassi invece notevoli, grazie alle sanzioni: spesso, era meglio passare col rosso che inchiodare, col rischio di incidenti. Se hai un Tir dietro, preferisci passare col rosso a un incrocio sgombro, piuttosto che farti schiacciare dal gigante.
Ma, sorpresa sorpresina, dal 1° agosto i semafori intelligenti sono in regola. Lo dice il nuovo Codice della strada. Sanate le irregolarità. Questa almeno l’interpretazione che diamo noi delle nuove regole, in attesa che il ministero traduca quelle norme, scritte coi piedi.
Secondo voi, questo è un Paese civile?