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Sinistri fantasma: in morte dell’indennizzo diretto

diEzio Notte

Il truffatore Tizio denuncia Caio, dicendo che Caio ha causato un incidente. L’Assicurazione di Tizio rimborsa Tizio. Caio si fotte: sale di due classe di merito, al rinnovo della Rca pagherà una tariffa salatissima, viene trattato come un appestato perché causa gli incidenti, non trova preventivi accettabili. Tutto questo grazie a quella genialata assoluta che chiamasi indennizzo diretto: da febbraio 2007, chi è vittima di un incidente riceve dalla propria Assicurazione il rimborso, e non dall’Assicurazione del responsabile del sinistro.

Così godono le Compagnie, le quali danno i risarcimenti senza fare nessun’opera di investigazione per capire se hanno davanti un truffatore; godono due volte perché sono i lupi a guardia del pollaio, disponendo come quando e quanto dare in termini di risarcimento; stragodono tre volte, perché poi dicono che in Italia ci sono troppe truffe e allora i prezzi Rc auto devono salire. Ma va?

Il funerale dell’indennizzo diretto prelude però a un’altra possibile morte: la rinuncia dell’assicurato a battagliare assisistito da un avvocato o da un esperto in infortunistica stradale. Tu rinuncia alla battaglia e io ti faccio pagare una Rca con lo sconticino. Siccome c’è crisi, l’automobilista si becca lo sconticino pur di arrivare a fine mese, e non sa che si sta insaponando la corda per l’impiccagione: se quella Compagnia ti vorrà offirire un indennizzo di 5.000 euro anziché di 8.000, da chi ti fai difendere, da Goldrake?