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14 ottobre 2009

Bollo auto: una procedura che ti fa passare la voglia di fare ricorso

Automobilista: una burocrazia labirintica

Automobilista: una burocrazia... da perdersi

Fra i tanti poteri della burocrazia, c’è quello di farti desistere. Tu vorresti far valere le tue ragioni, ma l’iter per raggiungere il tuo obiettivo è così complicato che lasci stare e, pur di essere lasciato in pace dall’elefante amministrativo, paghi in silenzio.

Volete un esempio? Andate sul sito dell’Agenzia delle entrate, lì dove si spiega come fare ricorso contro una Regione che chieda, a vostro giudizio senza motivo, il pagamento di bolli arretrati. Una persona di buon senso si aspetta di leggere semplicemente che c’è un ente preposto a ricevere la vostra protesta: tutto qui. Una specie di giudice. E invece, la procedura è da brivido.

Ecco la prova. Leggete tutto d’un fiato quanto dice il sito, e poi diteci che cavolo avete capito: “Le controversie in materia di bollo auto rientrano nella competenza delle Commissioni tributarie provinciali e sono disciplinate dal decreto legislativo n. 546 del 1992, e successive modificazioni. Il ricorso va presentato alla Commissione tributaria competente entro 60 giorni dalla data in cui il contribuente ha ricevuto l’atto contro cui ricorre. Il ricorso, inoltre, va anzitutto notificato nei termini all’ufficio che ha emesso l’atto contestato. Ciò può avvenire mediante: consegna diretta; per posta, con plico raccomandato senza busta e con l’avviso di ricevimento; a mezzo notifica di ufficiale giudiziario.

“Entro 30 giorni dalla notifica all’ufficio è necessario costituirsi in giudizio depositando o trasmettendo alla Commissione tributaria provinciale copia del ricorso. Il ricorso potrà essere presentato direttamente dal contribuente, senza che sia obbligatoria la difesa tecnica, per controversie riguardanti tributi in contestazione fino a € 2.582,28. A tali fini non si tiene conto delle sanzioni, né degli interessi. Le controversie insorte fino al 31 dicembre 2001 rimangono incardinate presso il giudice all’epoca competente”.

C’è da arrendersi, vero? Uno, spaventato, salda il presunto debito con la Regione e amen.

foto flickr.com/photos/thegirlsny

di Ezio Notte @ 23:23


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. […] Tutto in regola? Per legge, sì. Il problema è che, per la Regione, questa mano di poker è a zero rischi. Quei 40.000 che hanno regolarmente pagato il bollo non hanno diritto a riscuotere una multa per il disturbo, il fastidio nonché lo spavento. Senza considerare che, di quei 40.000, ce ne saranno 2.000 (come minimo) che non hanno conservato la ricevuta di pagamento e sono costretti a pagare due volte. E se vuoi fare ricorso, impazzisci. […]

    Pingback by Bollo auto, il poker delle Regioni a rischio zero | Automobilista.it — 26 dicembre 2009 @ 19:55

  2. Vorrei raccontare brevemente quanto accadutomi alcuni anni fà. Ho sempre debitamente pagato il bollo presso luffico postale di un piccolo borgo alle porte della capitale. Niente file, niente stress, 5 minuti e via… dopo cinque anni mi sono visto arrivare la richiesta della regione Lazio dei bolli non pagati, ma contemporaneamente anche una busta prestampata nella quale potevo allegare copia del bollo se lo avessi già pagato. Devo dire che il comportamento è stato corretto, fino a quando non ho scoperto che Poste Italiane e Aci non si “parlano” da qui la continua richiesta di bolli da pagare pregressi! Il disturbo è stato leggero, alla fine , mi sono anche divertito scrivendo una lettera allegata in Latino con la speranza che qualcuno non conoscendo l’italiano davanti la lingua dei padri , mosso da curiosità la facesse tradurre. Morale: non mi sono più arrivate richieste di bolli non pagati/ma pagati. Ergo , da quel giorno , pago sempre ad una agenzia ACI.

    Commento by roberto — 4 gennaio 2010 @ 18:33

  3. MA IO PURTROPPO HO PAGATO TRAMITE ACI E QUINDI?

    Commento by franco — 6 maggio 2010 @ 23:16

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