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Bollo auto: una procedura che ti fa passare la voglia di fare ricorso

Automobilista: una burocrazia labirintica
diEzio Notte

Fra i tanti poteri della burocrazia, c’è quello di farti desistere. Tu vorresti far valere le tue ragioni, ma l’iter per raggiungere il tuo obiettivo è così complicato che lasci stare e, pur di essere lasciato in pace dall’elefante amministrativo, paghi in silenzio.

Volete un esempio? Andate sul sito dell’Agenzia delle entrate, lì dove si spiega come fare ricorso contro una Regione che chieda, a vostro giudizio senza motivo, il pagamento di bolli arretrati. Una persona di buon senso si aspetta di leggere semplicemente che c’è un ente preposto a ricevere la vostra protesta: tutto qui. Una specie di giudice. E invece, la procedura è da brivido.

Ecco la prova. Leggete tutto d’un fiato quanto dice il sito, e poi diteci che cavolo avete capito: “Le controversie in materia di bollo auto rientrano nella competenza delle Commissioni tributarie provinciali e sono disciplinate dal decreto legislativo n. 546 del 1992, e successive modificazioni. Il ricorso va presentato alla Commissione tributaria competente entro 60 giorni dalla data in cui il contribuente ha ricevuto l’atto contro cui ricorre. Il ricorso, inoltre, va anzitutto notificato nei termini all’ufficio che ha emesso l’atto contestato. Ciò può avvenire mediante: consegna diretta; per posta, con plico raccomandato senza busta e con l’avviso di ricevimento; a mezzo notifica di ufficiale giudiziario.

“Entro 30 giorni dalla notifica all’ufficio è necessario costituirsi in giudizio depositando o trasmettendo alla Commissione tributaria provinciale copia del ricorso. Il ricorso potrà essere presentato direttamente dal contribuente, senza che sia obbligatoria la difesa tecnica, per controversie riguardanti tributi in contestazione fino a € 2.582,28. A tali fini non si tiene conto delle sanzioni, né degli interessi. Le controversie insorte fino al 31 dicembre 2001 rimangono incardinate presso il giudice all’epoca competente”.

C’è da arrendersi, vero? Uno, spaventato, salda il presunto debito con la Regione e amen.

foto flickr.com/photos/thegirlsny