Bollo auto, il poker delle Regioni a rischio zero
Le Regioni hanno gioco facile con una delle loro imposte preferite, il bollo auto, ossia la tassa di proprietà della macchina. Anzitutto, sono libere di prolungare a piacimento la prescrizione: per legge, possono richiedere bolli già scaduti tre, quattro, addirittura cinque anni fa. Secondo, hanno la possibilità di non rischiare nulla quando ci chiedono il pagamento di bolli arretrati: giocano a poker senza azzardo. Ci spieghiamo meglio.
a) Io pago il bollo auto del 2006. Come me, fanno altri 100.000 automobilisti della mia Regione.
b) Nel 2010, la Regione chiede a me e a 50.000 automobilisti il pagamento di un bollo arretrato, quello del 2006. Dall’archivio informatico della Regione, risulta infatti che né io né altri 50.000 abbiamo pagato il bollo 2006.
c) In realtà, di quei 50.000, 40.000 hanno pagato regolarmente il bollo, 10.000 in effetti no, sono morosi.
d) Quei 10.000 pagheranno il bollo, magari con interessi di mora. In 40.000 daranno alla Regione la prova che il bollo l’hanno versato regolarmente (la ricevuta di pagamento del 2006).
e) Risultato, la Regione incassa un passo di quattrini del bollo 2006.
Tutto in regola? Per legge, sì. Il problema è che, per la Regione, questa mano di poker è a zero rischi. Quei 40.000 che hanno regolarmente pagato il bollo non hanno diritto a riscuotere una multa per il disturbo, il fastidio nonché lo spavento. Senza considerare che, di quei 40.000, ce ne saranno 2.000 (come minimo) che non hanno conservato la ricevuta di pagamento e sono costretti a pagare due volte. E se vuoi fare ricorso, impazzisci.
Non è giusto: chi gioca a poker deve pagare se perde; i bluff svelati vanno puniti. Servirebbe una legge in merito: se la Regione mi chiede la ricevuta di pagamento del bollo, e io gliela do, allora l’Ente locale dovrebbe versarmi una somma. Che ne dite?