Autovelox: e tu credi alle favole?
Giornali cartacei e siti Internet continuano a sguazzare nella recente Direttiva del ministero dell’Interno sugli autovelox. Abbiamo già sbufalato chi la spaccia per una legge rivoluzionaria. È soltanto una sintesi di una dozzina di Circolari precedenti, che abroga vecchie indicazioni. E comunque, anche ora che il ministero dell’Interno ha spazzato via ogni dubbio, voi credete davvero che tutti i Comuni rinuncino a succhiare denaro a tradimento a chi guida?
Attenzione. L’autovelox è alla base del bilancio di numerosi Comuni piccoli e medi. E tutti i rilevatori automatici delle infrazioni rappresentano un irrinunciabile business per gli Enti locali di qualsiasi misura e dislocazione geografica. Qui servono cartelli luminosi, frecce ultra-fosforescenti, avvertimenti a grande distanza e segnali con colore e dimensioni corretti. Ma credete davvero che i Comuni abbiano tutto questo tempo da perdere? Pensate davvero che il secolare trucchetto dell’autovelox su una strada dove si può andare a 70 km/h con cartello indicante un limite di 30 km/h vada in pensione?
Qui il problema è semplice: chi va a controllare i Comuni? Quali sono le multe per gli Enti locali inadempienti? Le risposte sono rispettivamente: nessuno e zero. E il povero cristo di automobilista fregato da un autovelox ingiusto deve prendersi la briga di fare ricorso, presentarsi davanti al Giudice di pace, perdere ore di lavoro e magari di sonno. I Comuni lo sanno e puntano anche su quello.
La storia cambierà quando un Ente centrale comincerà a verificare il comportamento degli Enti locali, col potere di multarli in caso di inadempienze. Sarebbe già un passo avanti l’estromissione totale – dal giro d’affari – delle ditte private che danno gli autovelox in appalto ai Comuni. Ma la mitica recente Circolare non dice in modo esplicito né l’una cosa né l’altra.
E secondo voi, gli Enti locali continueranno a fare il bello e cattivo tempo?