Marocchino drogato e senza patente: allarme sociale
Qui c’è poco da parlare di razzismo, di tolleranza verso lo straniero che viene dal Nord Africa o dall’Est Europa. Qui la situazione è altamente drammatica. Dopo che un marocchino drogato e senza patente (gliel’avevano ritirata sette mesi fa) ha ucciso in un incidente sette ciclisti (ci sono anche due feriti gravissimi), è allarme sociale. L’automobile, per paradosso, è al centro del problema. Perché la macchina in mano a personaggi senza scrupoli, senza coscienza, senz’anima, senza paura del Signore, diviene un’arma. Uno straniero drogato o semi-tossico o alcolizzato, con o senza patente (se ce l’ha, andrebbe visto come fa ad averla e se è idoneo a guidare), è una bomba a orologeria.
È sbagliato lavarsene le mani e ricondurre tutto alla tolleranza verso il prossimo e alla convivenza civile. Perché un pirata della strada su quatto è straniero. E perché se i politici non mettono una pezza al problema, il rischio elevatissimo è che i parenti delle vittime, esasperati, a botta calda, in piena crisi di nervi e di disperazione, si facciano giustizia da soli.
L’allarme sociale, lo straniero che guida ed è un pericolo pubblico, va attentamente valutato e ponderato dai politici. Ora più che mai serve un intervento dello Stato, teso se non a frenare l’immigrazione incontrollata, almeno a limitare l’uso della macchina da parte di chi non dovrebbe neppure circolare su un triciclo.
Ti ritirano la patente? Via dall’Italia: non sei in grado di guidare in sicurezza. Anche perché se ti ritirano la patente e guidi lo stesso, le penucce fanno il solletico.
È una ruota della Sfortuna. Oggi il marocchino drogato e senza patente uccide sette ciclisti. Domani potrebbe toccare a qualsiasi altra persona: un pedone in città, un automobilista su una statale, un motocilcista in autostrada.
Lanciamo il nosttro urlo di dolore, sperando che i politici italiani lo raccolgano.