Noi di Automobilista.it diciamo no agli integralisti del Tutor
I post critici verso il Tutor trovano subito avvocati difensori del celeberrimo sistema per calcolare soprattutto la velocità media. L’esempio più recente? Visto che i Tutor arriveranno anche in città, alla nostra critica sul mistero dei soldi incassati dallo Stato (e in futuro dai Comuni) grazie al Grande Fratello, il lettore risponditoreautomatico ci dice: “Rispettate i limiti, e i Comuni non faranno cassa”.
Noi non amiamo gli integralisti del Tutor, specie quelli che fanno finta di non vedere né sentire. Comunque, apriamo gli occhi al lettore, che evidentemente vive nel paese delle favole. Allora: molti dispositivi elettronici piazzati in città presentano un difetto, più o meno grosso. E cioè, non sono segnalati a dovere. È così che diversi Comuni ripianano i loro debiti: piazzando una macchinetta non segnalata in modo adeguato, magari su una strada dove il limite potrebbe essere abbondantemente superiore a quello del cartello. Insomma, una trappola.
Visto che gli agguati i Comuni li facevano con gli autovelox, adesso è legittimo temere che li facciano anche con i Tutor. Oltretutto, mischiare le carte e non farti capire più niente è piuttosto semplice: il Tutor sarà costretto a calcolare la velocità media su tratti dove i limiti sono diversi. Prova tu a contestare quella multa: cosa fai, calcoli la velocità media su tre tratti? Serve uno studio scientifico per fare ricorso al Giudice di pace?