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T-Red: se i quotidiani rimbambiscono

Occhio al giallo e al rosso!
diEzio Notte

Un annetto fa, si diffonde la notizia che una cinquantina di Comuni fanno cassa in modo illecito con i T-Red, gli apparecchi che multano chi passa col semaforo rosso (sui 150 euro e sei punti-patente). I problemi sul tappeto sono numerosi: mancata omologazione, tempi del giallo brevissimi, sospetto coinvolgimento di elementi di spicco delle amministrazioni locali. Su tutto, indaga la magistratura. E intanto i T-Red vengono sequestrati. Cosa fecero molti quotidiani all’epoca? Spararono che, con un ricorso al Giudice di pace o al Prefetto, le multe sarebbero state sicuramente cancellate.

Cretinate. Si deve aspettare che la sentenza di condanna passi in giudicato, e poi forse puoi farti annullare la multa.

Poche ore fa, un paio di quotidiani (quelli davvero importanti) sparano: T-Red validi, perché così stabilisce il ministero dei Trasporti. I Comuni possono incassare le multe.

Al che, un onesto automobilista che compra il quotidiano o lo legge online, potrebbe chiedersi: e che diamine, prima mi dici di fare ricorso perché c’è una mezza camorra organizzata che mi ruba i soldi; adesso mi dici che è tutto in regola; io che intanto ho fatto ricorso perdo tutti i denari e pago il doppio della multa?

In realtà, i quotidiani esagerarono allora, ed esagerano oggi. Spetta alla magistratura portare avanti l’inchiesta e capire se dietro alla faccende delle multe ci sia del marcio. Inoltre, molti Giudici di pace hanno sicuramente “sospeso” la multa, in attesa di un’eventuale sentenza di condanna o di assoluzione dei Comuni: in questo caso, i soldi non sono persi. Serve aspettare. Mentre chi ha vinto il ricorso, specie se non c’è più tempo per l’appello, la multa non la paga più.

foto flickr, album di Tom@HK