T-Red: se i quotidiani rimbambiscono
Un annetto fa, si diffonde la notizia che una cinquantina di Comuni fanno cassa in modo illecito con i T-Red, gli apparecchi che multano chi passa col semaforo rosso (sui 150 euro e sei punti-patente). I problemi sul tappeto sono numerosi: mancata omologazione, tempi del giallo brevissimi, sospetto coinvolgimento di elementi di spicco delle amministrazioni locali. Su tutto, indaga la magistratura. E intanto i T-Red vengono sequestrati. Cosa fecero molti quotidiani all’epoca? Spararono che, con un ricorso al Giudice di pace o al Prefetto, le multe sarebbero state sicuramente cancellate.
Cretinate. Si deve aspettare che la sentenza di condanna passi in giudicato, e poi forse puoi farti annullare la multa.
Poche ore fa, un paio di quotidiani (quelli davvero importanti) sparano: T-Red validi, perché così stabilisce il ministero dei Trasporti. I Comuni possono incassare le multe.
Al che, un onesto automobilista che compra il quotidiano o lo legge online, potrebbe chiedersi: e che diamine, prima mi dici di fare ricorso perché c’è una mezza camorra organizzata che mi ruba i soldi; adesso mi dici che è tutto in regola; io che intanto ho fatto ricorso perdo tutti i denari e pago il doppio della multa?
In realtà, i quotidiani esagerarono allora, ed esagerano oggi. Spetta alla magistratura portare avanti l’inchiesta e capire se dietro alla faccende delle multe ci sia del marcio. Inoltre, molti Giudici di pace hanno sicuramente “sospeso” la multa, in attesa di un’eventuale sentenza di condanna o di assoluzione dei Comuni: in questo caso, i soldi non sono persi. Serve aspettare. Mentre chi ha vinto il ricorso, specie se non c’è più tempo per l’appello, la multa non la paga più.