Il T-Red resta sotto sequestro: avevamo visto giusto
La notizia del giorno è che i T-Red restano sotto sequestro: nessuno tolga il lucchetto alle macchinette. Così ha stabilito la Procura di Verona. Poi vedremo come andrà a finire: intanto le simpatiche fotocamere che multano chi passa col semaforo rosso (150 euro, più spese di notifica, e sei punti-patente) restano spente. Molti buffoni che credono come mammalucchi a tutto quanto sta scritto sui mass media paludati sono ora con la bocca aperta.
Oltre un anno fa, quando cinquantina di Comuni sono stati accusati di aver fatto cassa in modo illecito con i T-Red (mancata omologazione, tempi del giallo brevissimi, sospetto coinvolgimento di elementi di spicco delle amministrazioni locali), i mass media hanno sparato che con un ricorso i multati rivedevano i loro soldi. Cavolata.
Poi, mesi dopo, quegli stessi mass media hanno detto che i T-Red erano validi, perché così stabilisce il ministero dei Trasporti, e i Comuni potevano incassare le multe. Altra cavolata.
Adesso, la Procura di Verona lascia i T-Red sotto sequestro: è anche una vittoria dei blog come il nostro, che segue con passione la vicenda cercando di non spararla grossa e di non abboccare come pesciolozzi alle bufale massmediologiche.
La verità è che spetta alla magistratura portare avanti l’inchiesta e capire se dietro alle multe ci sia un giro losco. Basta attendere. Però lo ammettiamo: facciamo il tifo in modo sfrenato per la Procura di Verona. Abbiamo le bandiere in curva e i cori inneggianti ai giudici.