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Ricorsi a pagamento? Automobilista.it protesta protesta e protesta

Noi diciamo no al ricorso a pagamento
diEzio Notte

È solo un’indiscrezione, per ora, che abbiamo raccolto di sfuggita e involontariamente in un corridoio frequentato da politici che contano; quindi, prendetela per quello che è: gossip da blog. Però, intanto, noi di Automobilista.it ci portiamo avanti col lavoro. Ecco la voce, già in minima parte anticipata da noi il 17 luglio 2009. Nella nuova legge Finanziaria, pare che verrà introdotta una modifica alla procedura per fare ricorso contro una multa: sarà necessario pagare da 30 a 70 euro per opporsi a un verbale.

Ma per tutti i pianeti dell’universo, se esiste una regola che tutela gli automobilisti contro la protervia dei Comuni, è proprio quella che dà la possibilità all’automobilista tartassato di ricorrere al Giudice di pace gratuitamente. E così, le amministrazioni locali trovano un piccolo freno agli autovelox trappola, ai T-Red selvaggi, alle strisce blu senza pudore. Si pensi solo a quanti portafogli salvati contro l’Ecopass milanese grazie ai ricorsi ai Giudici di pace.

Se sulla Terra c’è un nemico che i Comuni temono, questo viene rappresentato proprio dai ricorsi. Tanto che sempre più spesso gli Enti locali giocano a una specie di roulette russa basata sul calcolo delle probabilità: do 10 multe, mi vedrò contestare 3 verbali, per 2 non mi presento alle udienze del Giudice di pace, mi restano almeno 7 sanzioni che incasso (dove non presenzio, perdo la contesa).

A noi di Automobilista.it non sta bene per niente questa specie di cauzione fra 30 e 70 euro da versare prima di fare ricorso. Ci pare una gabella medievale. È un modo per proteggere il più forte. Così il Governo si schiera impunemente dalla parte del tiranno: il Comune, con il suo autovelox nel taschino pronto a succhiarti i soldi.

E se il ricorso a pagamento passa, ci auguriamo che la Corte costituzionale tiri fuori gli artigli. Già cinque anni fa, quando il ricorso al Giudice di pace richiedeva il deposito di una cauzione, i giudici della Corte costituzionale dichiararono incostituzionale la legge, “in rapporto alle caratteristiche del procedimento, improntato a gratuità e massima semplificazione per le parti”. Speriamo che la Corte costituzionale abbia di nuovo rizzato le antenne…

Automobilista.it protesta sin da ora contro questa possibile modifica della Finanziaria: unitevi a noi. Fate sentire la vostra voce per evitare che il misfatto si compia.

foto flickr.com/photos/biscuitsmlp