Ricorsi al Giudice di pace: ehi, se vinco, mi ridanno i miei 38 euro di contributo. Vero?!
Dal 1° gennaio 2010, fare ricorso al Giudice di pace vi costerà 38 euro: lo prevede la Finanziaria, comma 6 bis. Infatti, il pagamento del contributo unificato introdotto dalla legge 115/2002 viene esteso alle cause in materia di sanzioni amministrative. Il totale di 38 euro deriva dal contributo unificato di 30 più la “marca” da 8 per il rimborso forfettario dei diritti di cancelleria.
Tutto questo perché si vuole arginare l’ondata di ricorsi al Giudice di pace e ottenere denaro per le spese giudiziarie.
Già, ma ogni novità, se risolve un problema, ne crea altri.
a) Aumenteranno i ricorsi al Prefetto, che sono gratuiti. È vero che, se perdi, paghi il doppio. Ma più i ricorsi, maggiori le possibilità che le Prefetture s’ingolfino e non possano rispondere entro i tempi previsti dalla legge: risultato, ricorso accolto e niente multa.
b) Fai ricorso al Giudice di pace tranquillamente da solo: non necessiti di un legale. Ma così dubitiamo che il povero automobilista possa chiedere il rimborso dei 38 euro: non è iscritto all’albo forense. Casomai, un legale può fare domanda per riavere i 38 euro.
Se io faccio ricorso contro una multa dell’importo proprio di 38 euro (o di 70 euro o anche di 150 euro), vinco, e poi devo lasciare giù, ossia devo “regalare”, quei 38 euro inizialmente versati come contributo, che schifezza di ricorso ho fatto? Di che genere di vittoria stiamo parlando? È questa la giustizia del 2010 per l’automobilista? I diritti del guidatore vengono tutelati in questo modo?
Scusate, a nome di tutti gli automobilisti, noi di Automobilista.it siamo nauseati. Speriamo solo che, all’ultimo momento, quella disposizione della Finanziaria 2010 salti. Magari, un politico di buon senso legge questo blog e se ne convince.
[Questo post vi arriva grazie alla gentile segnalazione di Valerio Platia, insegnante di circolazione stradale e istruttore di guida]