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Ricorso a pagamento al Giudice di pace: noi ci vediamo una lesione dei diritti della Costituzione

Ricorsi a pagamento: e i nostri diritti?
diEzio Notte

La Finanziaria 2010 potrebbe introdurre il ricorso a pagamento al Giudice di pace: 38 euro. Noi di Automobilista.it siamo contrari al cosiddetto “contributo unificato” per ricorrere: vedi qui e qui. A sostegno delle nostre tesi, ipotizziamo una possibile lesione dei diritti sanciti dalla Costituzione.

a) Con il ricorso a pagamento, ci sarebbe una disparità di trattamento tra i cittadini: i non abbienti non potrebbero validamente proporre le proprie ragioni in sede giudiziaria. Viene violato il principio secondo il quale tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi: la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, a prescindere da ogni differenza di condizioni personali e sociali. Eppure l’articolo 3 della Costituzione fa carico alla Repubblica di rimuovere, ostacoli all’eguaglianza sostanziale dei cittadini.

b) Ci chiediamo: il ricorso al Giudice di pace è un mezzo di tutela riservato esclusivamente ai soggetti economicamente agiati? Allora si vìola l’articolo 2 della Costituzione: tra i diritti inviolabili dell’uomo rientra il diritto all’eguaglianza, come valore assoluto della persona umana e diritto fondamentale dell’individuo.

c) Il ricorso a pagamento lederebbe anche i dettami di cui all’articolo 25, primo comma, della Costituzione: ci dev’essere il libero accesso alla tutela giurisdizionale dei propri diritti davanti al giudice naturale precostituito per legge.