Ricorsi al Giudice di pace: il contributo di 38 euro è insopportabile. E ci sembra sempre più incostituzionale
Se l’attuale Finanziaria istituirà il contributo unificato di 38 euro a carico di un soggetto che intenda presentare un ricorso in opposizione a sanzione amministrativa al Giudice di pace, sarà una disgrazia. Anche per i nostri diritti alla difesa.
a) Notiamo anche che ci possa essere una lesione degli articoli 111 e 113 della Costituzione. L’imposizione di “un previo pagamento a carico del ricorrente” è, secondo noi di Automobilista.it, un privilegio in favore della Pubblica amministrazione. Quindi, non c’è parità delle parti in contraddittorio, di cui all’articolo 111, secondo comma, della Costituzione.
b) Troviamo un ingiustificato ostacolo per la tutela in sede giurisdizionale dei diritti contro gli atti della pubblica amministrazione, in contrasto con l’articolo 113, primo e secondo comma, della Costituzione.
c) Ma soprattutto, il contributo unificato di 38 euro assicurare al procedimento uno svolgimento conforme alla sua funzione? No: non c’è bisogno di quel versamento. Che si dica la verità: il pagamento del ricorso viene introdotto al fine di restringere il campo dei possibili ricorrenti avverso provvedimenti amministrativi.
Se volevano trovare il modo di rendere la vita dell’automobilista ancora più dura, ci sono riusciti perfettamente. Adesso, se quella norma diventerà davvero Legge, servirà sottoporre la questione alla Corte costituzionale. Nella speranza che, come qualche anno fa con l’obbligo di cauzione per ricorrere al Giudice di pace, anche stavolta una regola ingiusta, iniqua e sciocca venga spazzata via. Sarebbe la vittoria del buon senso e dell’automobilista italiano, che ha pieno diritto di ricorrere gratuitamente contro multe assurde. Siete d’accordo?